L’accordo ANP E HAMAS : verso le elezioni generali

mcc43- filistinia                                                                                                                                     Google+

Ita-En

Per la prima volta un media internazionale ammette il lento, costruttivo, avvicinamento fra le due maggiori componenti politiche del mondo palestinese

For the first time an international media admits the slow, constructive,  rapprochement between the two major political components of the Palestinian world

Le due principali fazioni palestinesi hanno annunciato Mercoledì 23 aprile un accordo volto a sanare uno scisma di sette anni e formare un governo di unità nazionale entro cinque settimane, che prepari le elezioni generali palestinesi entro sei mesi.

I due gruppi – Organizzazione della liberazione della Palestina, che gestisce l’Autorità palestinese in Cisgiordania, e Hamas, il gruppo militante islamico che domina la Striscia di Gaza – hanno raggiunto accordi simili in precedenza senza portarli a compimento. Quest’ultimo impegno viene mentre gli sforzi degli americani per un accordo di pace Ismail Haniya e Abu Mazencon Israele si avvicinano alla data finale del 29 aprile senza risultati previsti.  CONTINUA A LEGGERE dal New York Times

The two main Palestinian factions announced an agreement on Wednesday , aprile 23rd, to heal a seven-year schism and form a unity government within five weeks that would prepare for Palestinian elections six months later.

The two groups — the Palestine Liberation Organization, which runs the Palestinian Authority in the West Bank, and Hamas, the militant Islamist group that dominates the Gaza Strip — have reached similar accords before that were never carried out. But the latest deal comes as the fragile American-brokered peace efforts between the Palestinians and Israel are approaching an April 29 deadline without a resolution in sight.  READ MORE in New York Times 

RISPOSTA DI ISRAELE / ISRAELI ANSWER…

Advertisements

I Profughi Palestinesi : geografia di una dispersione

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

Ita-En

donna palestineseIn modo confuso, ma pervicacemente applicato, l’Onu ha reso i Palestinesi una diaspora d’eccezione nella galassia mondiale dei rifugiati. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, UNHCR fondato il 14 dicembre 1950, è preposto alla tutela dei diritti di tutti i rifugiati del mondo,  tranne che dei Palestinesi.
Non esiste alcun ente internazionale che abbia il compito istituzionale di difendere i Diritti dei Palestinesi.

In a confused way, but stubbornly applied, the UN has made the Palestinians a diaspora that is an exception in the galaxy of refugees . The United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR founded December 14, 1950, is responsible for protecting the rights of all refugees in the world, except that of the Palestinians.
There is no international body that has the institutional task of defending the rights of the Palestinians.

 

Argomenti:

Specificità del rifugismo palestinese e manovre ONU/

Numeri e segmentazioni del popolo Palestinese/

Profughi in Libano e diritti inesistenti/

Prossimo incontro con i Palestinesi del Libano

continua a leggere 

 

Topics :

Specificity of Palestinian diaspora and UN operations /

Numbers and segmentations of the Palestinian people /

Refugees in Lebanon and rights that does not exist /

Next meeting with the Palestinians in Lebanon

 

read more with Google translator…  [sorry for some unavoidable inaccuracies ]

Informazione RAI : troppi silenzi sulla Palestina

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

E’ in corso un’iniziativa volta a ottenere una ampia e precisa infdonna palestineseormazione sul disperso popolo della Palestina, che si realizza anche attraverso la firma di una petizione “SPAZIO IN RAI ALL’INFORMAZIONE SULLA PALESTINA” su Firmiamo.it

“””Da circa un anno, abbiamo preso contatto con i vertici RAI, con l’AGICOM e con la Commissione Parlamentare di Vigilanza per portare alla loro attenzione la grave carenza informativa dell’Ente pubblico su quanto accade, quotidianamente, in Palestina, nonché di approfondimento dei vari aspetti della cosiddetta “questione palestinese”.

Durante un incontro con i Consiglieri Colombo e Tobagi e attraveso uno scambio di e-mail con la Presidente RAI e con l’AGICOM, abbiamo avuto assicurazioni che il tema è considerato di grande importanza e all’attenzione dell’Ente, insieme a un elenco di servizi andati in onda nei TG, nei GR e nelle varie rubriche.Quello che noi non ravvisiamo nell’informazione RAI sulla Palestina è la completezza dei fatti e il pluralismo di voci.

A parte qualche giornalista più sensibile, che pure incontra difficoltà a mandare in onda certi servizi, l’informazione offerta dalla RAI è troppo sbilanciata sulle posizioni del Governo israeliano, oltre che sporadica, rispetto all’incalzare degli eventi.

L’ONU ha approvato, a grande maggioranza, una risoluzione che dichiara il 2014 “Anno di solidarietà con il Popolo palestinese”. Il testo incarica il Comitato per l’esercizio dei diritti inalienabili della Palestina di realizzare, quest’anno, una serie di attività, al fine di garantire la solidarietà con quel Popolo, in coordinamento con i Governi e con le organizzazioni sociali.

Noi chiediamo alla RAI di cogliere questa occasione, onorando questo evento così come fa con tutti gli altri simili, per colmare il vuoto, dedicando uno spazio informativo settimanale, nei radio e telegiornali e nelle rubriche idonee, all’approfondimento sia storico sia attuale della condizione a cui sono costretti i Palestinesi, a causa di un’occupazione illegale (dichiarata tale da tutti gli organismi internazionali, compreso l’ONU).”””  


CONTINUA A LEGGERE  e firma la petizione 

Solidarietà ai Profughi Palestinesi in Libano

mcc43- filistinia                                                                                                                                                                                   Google+

Save Palestine banner

 

 

 

CAROVANA LIBANO

aprile-maggio 2014

 
CAMPI DEI PROFUGHI PALESTINESI

 

 

Tre “carovane” da Fortezza Europa alle coste del Mediterraneo  

Walid Khalidi: è trascorso un secolo dalla Dichiarazione Balfour

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

Palestina e Studi sulla Palestina a un secolo dalla Prima Guerra Mondiale e dalla Dichiarazione Balfour

 

Walid Khalidi وليد الخالدي 
Tradotto da  Francesco Giannatiempo
Editato da  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

 

Centro per gli Studi sulla Palestina, SOAS, Università di Londra
Prima conferenza annuale, 6 marzo 2014

Il famoso storico palestinese, professor Walid Khalidi, fondatore e direttore dell’Istituto per gli Studi sulla Palestina (Beirut e Washington), ha tenuto il 6 Marzo  una conferenza su ‘Palestina e Studi sulla Palestina a un secolo dalla Prima Guerra Mondiale e dalla Dichiarazione di Balfour’ a un folto pubblico che comprendeva due ambasciatori arabi e diversi giornalisti alla SOAS (Scuola di Studi Orientali e Africani), Università di Londra.

2 novembre 1917 la Dichiarazione Balfour,

Testo Dichiarazione Balfour

“Le quattro grandi potenze si sono impegnate con il Sionismo e il Sionismo, giusto o sbagliato, bene o male che sia, è radicato in una tradizione secolare, in esigenze attuali e future speranze che hanno una portata più vasta e profonda dei desideri e dei pregiudizi dei 700.000 arabi che ora abitano quella terra antica”.
.
 L’espressione “Questione palestinese” è una maniera di designare in forma abbreviata la genesi, l’evoluzione e le conseguenze negative della colonizzazione sionista della Palestina – iniziata negli anni 1880 e che continua tutt’ora.
.
LO STESSO ANNO DI UN SECOLO FA, la Prima Guerra Mondiale diede la stura alla catena di eventi che portarono alla Dichiarazione di Balfour. Dal momento in cui venne emanata nel 1917, erano passati quasi 40 anni dall’inizio della colonizzazione sionista e 20 dal primo Congresso sionista a Basilea. Malgrado il fervore dei primi coloni, il movimento delle masse di ebrei che scappavano dal regno zarista non avvenne a sud verso il levante, ma verso ovest attraverso l’Europa diretti alle sponde magnetiche del Nord America. Un rivolo arrivò in Palestina, mentre un fiume ondeggiò attraverso l’Atlantico.
.
LA MAGGIOR PARTE delle autorità rabbiniche attraverso tutta la Diaspora erano ostili al sionismo perché ostacolava il Messia ebreo, mentre le borghesie ebraiche europea e americana erano imbarazzate dal sionismo e temevano di essere accusate di doppia lealtà dai gentili.
.
TUTTO CIÒ CAMBIÒ quando la Gran Bretagna diede la sua benedizione all’iniziativa sionista con la Dichiarazione Balfour. Non solo diede la propria benedizione, ma convenne nel trasformare questa dichiarazione unilaterale in un obbligo auto-imposto garantito dalle leggi internazionali del sistema del Mandato della Lega delle Nazioni fondato di recente.

continua a leggere alla fonte

Haaretz: i Palestinesi non hanno violato gli accordi

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

 

Da Haartez

Kerry Livni Erekat
l segretario di Stato #Usa #JohnKerry con i negoziatori : l’ israeliana #TzipiLivni e il palestinese Saeb Erekat. (© Ansa)

Poiché l’autorità palestinese ha sorpreso Israele e gli Stati Uniti con l’annuncio della richiesta di adesione a 15 organizzazioni internazionali , alti funzionari israeliani hanno accusato la leadership palestinese di comportamento irresponsabile e di mettere  in pericolo la stabilità nella regione. Il Ministro della giustizia Tzipi Livni ha detto pubblicamente che la mossa palestinese danneggia gli stessi interessi palestinesi.
All’interno della sala negoziale, secondo indiscrezioni, i palestinesi sono stati avvertiti di Livni  che Israele potrebbe imporre sanzioni contro la PA se continua con il processo internazionale.

Le preoccupazioni israeliane non possono coprire il fatto basilare. E ‘ stato Israele, non L’Autorità Palestinese a violare gli accordi precedenti sui negoziati. Alla fine di marzo, Israele avrebbe dovuto  rilasciare il quarto e ultimo gruppo di prigionieri palestinesi, i rimanenti 26 dei  104 previsti secondo i termini dell’accordo da luglio 2013.  Israele non ha mantenuto il suo impegno e ignorato il calendario, i palestinesi si sono sentiti liberi di rispondere.

Dato tutto questo, essi non hanno esattamente rotto tutti gli accordi. L’applicazione agli organismi internazionali era in preparazione da molto tempo prima da parte dello staff del Presidente palestinese Mahmoud Abbas , come  piano di emergenza. Se i palestinesi davvero avessero voluto creare una vera e propria crisi, non avrebbero aspettato a fare l’annuncio delle adesioni alle organizzazioni internazionali. 

 

Since the Palestinian Authority surprised Israel and the United States with the announcement that it was applying to join 15 international covenants on Tuesday, senior Israeli officials have accused the Palestinianleadership of irresponsible behavior and endangering stability in the region. Justice Minister Tzipi Livni said publicly that the Palestinian move hurts Palestinian interests.

Inside the negotiating room on Wednesday, according to leaks from the other side, the Palestinians were warned by Livni, who is responsible for the negotiations on the Israeli side, that Israel could impose sanctions against the PA if it continues with the international process.

The Israeli worries cannot cover up the basic fact: It was Israel, not the PA, that violated the earlier agreements on the negotiations. At the end of March, Israel was supposed to release the fourth and last batch of Palestinian prisoners, the remaining 26 out of 104 prisoners scheduled to be released in terms of the agreement from July 2013. The minute Israel did not keep its commitment and ignored the schedule, the Palestinians saw themselves as free to respond.

Given all this, they didn’t exactly break all the agreements. The application to the international bodies was prepared a long time in advance by the staff of Palestinian President Mahmoud Abbas as a contingency plan. If the Palestinians really had wanted to create a full-blown crisis, they would have made such an announcement now – instead of allowing the talks to continue for almost a full month more, based on the original date agreed to by the two sides.

GAZA: Baby milk for Neonates Appeal /Appello per il latte dei neonati

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

da https://www.indiegogo.com/projects/baby-milk-for-gaza-neonates-appeal

baby milk for gaza

 

 

APPELLO PER IL LATTE AI NEONATI DI GAZA , lo speciale latte senza lattosio gratuitamente- latte in polvere pediatrico-  Le farmacie di Gaza hanno questo tipo di latte per bambini di varie marche, ma purtroppo è troppo costoso rispetto ad altri normali formule di latte per l’infanzia.

Molte famiglie non possono permettersi di acquistare questo latte, soprattutto quelle che hanno gemelli o più bambini. Non è inoltre fornito da ONG o da strutture sanitarie delle Nazioni Unite,si può trovare solo nelle farmacie private.

Questo appello è per raccogliere i fondi per comprare il latte in polvere per bambini senza lattosio e distribuirlo tra i bambini negli ospedali della Striscia

Donare, al link – Se non potete, comprendiamo, ma vi preghiamo di condividere e lasciare che altri ci aiutano attraverso di voi.

 

BABY MILK FOR GAZA’S NEONATES appeal will focus on these neonates by providing them the special Lactose Free (or LF) baby milk formula. The Gaza’s pharmacies have this kind of baby milk of various brands but unfortunately it is too expensive compared to other normal baby milk formulas.

Many families can’t afford to buy this milk, especially those who have twins or more kids. It is also not provided by NGOs or UN medical facilities, but can only be found in the private pharmacies.

This appeal will raise funds to buy the lactose free baby milk formula and distribute it among children hospitals in the Strip

 

Donate, link – If you can’t afford, we understand, but please share and let others help through you. God rewards us all for the good deeds and forgive us for the bad ones. Amen

 

 

 

Continue reading

Perchè essere all’Onu dà alla Palestina una via per la libertà

mcc43- filistinia                                                                                                                                        Google+

da Haaretz 

Bassem Koury, ex Ministro dell’economia nazionale palestinese

Mahmoud Abbas firma agenzie Onu
M. Abbas, firma l’adesione alle agenzie Onu- Ramallah, 1 Aprile Photo by AP

Cosa c’è di così significativo sull’essere  Stato non membro dell’Onu? Stati non membri hanno diritto di adesione ai trattati  e alle organizzazioni internazionali . In primis alla Convenzione di Ginevra – alla quale il presidente palestinese ha presentato una petizione per l’adesione proprio  oggi – e il Trattato di Roma . Questo darà allo stato della Palestina lo status di ” paese occupato ” . Eventuali azioni illegali da parte dell’occupante israeliano costituiranno un crimine di guerra consentendo potenzialmente il perseguimento da parte dell’ICC di qualsiasi persona, fisica o giuridica, o stato che violi la sovranità palestinese e  renderà chiunque tragga un qualsiasi beneficio dall’occupazione responsabile ai sensi del diritto internazionale . La ICC ha già dimostrato di possedere questa competenza con  il precedente fissato dagli agricoltori nigeriani contro la Shell Oil per l’inquinamento del delta del Niger nelle operazioni di estrazione del petrolio. La ICC ha condannato la  Shell  a concludere un oneroso accordo.

Le infrazioni alla sovranità palestinese da parte  israeliana e internazionali sono molte . Sorvolo della Palestina, di turisti e pellegrini in visita a Gerusalemme in Israele senza il consenso della Palestina stessa; contratti da miliardi di dollari  della Volkswagen per i minerali del Mar Morto;  cave della Heidelberg Cement e  collegamenti Veolia tra le colonie e Gerusalemme sono tutti esempi di palesi violazioni . In poche parole: uno qualsiasi dei circa 700.000 coloni o costruttori o erogatori di servizi per l’infrastruttura coloniale è un potenziale criminale di guerra .

Bassim Khoury is the former Palestinian Minister of National Economy.

What is so significant about the non-member state status? Non-member states have accession rights to international treaties and international organizations. First on the accession list are the Geneva Convention – which the Palestinian President has petitioned to join today – and the Treaty of Rome. Thus, Palestine’s status will become that of an “Occupied Country”. Any illegal actions by the Israeli occupier constitute a war crime, allowing potential ICC persecution of any person, legal entity or country infringing Palestinian sovereignty and holding anyone benefiting from the occupation liable under international law. The ICC has already proven its jurisdiction; the precedent was set by Nigerian farmers against Shell Oil for polluting the Niger delta in its efforts to extract oil. The ICC indicted Shell, who was forced to make a hefty settlement.
Infringements on Palestinian sovereignty by Israelis and internationals are widespread. Flights overflying Palestine or tourists and pilgrims visiting Jerusalem via Israel without Palestine’s consent; Volkswagen’s billion-dollar deal for Dead Sea minerals; Heidelberg Cement’s quarries and Veolia’s tram connecting the Jerusalem colonies are all examples of blatant violations. In a nutshell: Any of the 700,000 or so colonialists or anyone who builds, or gives services to the colonial infrastructure is a potential war criminal.