Israel cannot ignore international law – Israele non può ignorare il diritto internazionale

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[…]Il diritto internazionale non è una panacea, ma nella situazione attuale, e considerando l’attuale equilibrio di potere, aderire ai diritti dei palestinesi come da esso derivano e farne la base per qualsiasi accordo – come  i palestinesi hanno chiesto e Livni ha rifiutato – suona molto più ragionevole . Quindi, anche se in teoria, i negoziati possono ottenere buoni accordi pratici su entrambi i lati, senza una stretta aderenza alla legge come nel caso di scambi territoriali, ad esempio, in funzione del contesto e dopo molti anni di esperienza – se vogliamo evitare che  il “processo di pace” diventi  una volta di più la  copertura per lo sfruttamento e la spoliazione, i diritti concessi ai palestinesi dal diritto internazionale devono essere immediatamente attuati, senza essere subordinati ai negoziati viziati da uno squilibrio di potere.

[…]International law is not a panacea, but in the present situation, and considering the present balance of power, adherence to the Palestinians’ rights as derived from it as a basis for any agreement – which the Palestinians demanded and Livni refused – sounds much more reasonable. So, even if in theory, negotiations can lead to good practical agreements on both sides, without close adherence to the law as in the case of territorial exchanges, for instance, in light of the context and after many years of experience – if we want to keep the “peace process” from once more becoming a cover for exploitation and dispossession, the rights granted to the Palestinians by international law should be immediately implemented, without being subordinated to negotiations colored by an imbalance of power.

viaIsrael cannot ignore international law – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz.

viaIsrael cannot ignore international law – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz.

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Israele e la “punizione collettiva” ai Palestinesi per la scomparsa, definita “rapimento”, dei tre giovani israeliani

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Palestina. L’incubo di “Brother’s keeper” e la resistenza

Non si ferma l’offensiva israeliana in Palestina: è assedio ai Territori Occupati della Cisgiordania, investiti con violenza dall’operazione “Brother’s Keeper”, lanciata da Tel Aviv in seguito alla scomparsa, nella notte tra il 12 e il 13 giugno scorso, di 3 giovani israeliani nei pressi della colonia illegale di Gush Etzion.

“Rapimento” secondo il governo israeliano, che non è stato rivendicato da nessuno, ma di cui viene accusato con forza Hamas, nell’evidente tentativo di minare alle basi il fragile accordo di riconciliazione raggiunto con Fatah nelle scorse settimane. 

E’ un incubo quello in cui è caduta ancora una volta la Cisgiordania: dal lancio dell’operazione sono circa 500 i palestinesi arrestati (tra cui 11 parlamentari), 5 le vittime, mentre proseguono senza sosta arresti arbitrari, raid notturni ed incursioni nelle case, nelle scuole, nelle sedi delle organizzazioni, e persino negli ospedali. Un incubo in cui torna anche la Striscia di Gaza, dall’alba oggetto di nuovi bombardamenti. …. continua a leggere viaPalestina. L’incubo di “Brother’s keeper” e la resistenza | Osservatorio Iraq – Medioriente e Nordafrica  e Cisgiordania: uccisi altri due Palestinesi

 Le dichiarazioni di ABBAS, che i media non riportano :

 

“As for the Israeli government, it is causing a sharp escalation, and this is a new problem we are facing. The reason is the kidnapping of three boys near one of the settlements. Naturally, despite their [Israel’s] presence in Area C, which is not under our security control, and despite the fact that they did not report the incident when it occurred, but over 12 hours later, we are [working] in coordination with them in order to find these boys, because they are, first and foremost, human beings, and we want to protect human lives. Even the Americans have told us that one of them is an American, and we answered that, whether American or Israeli, for us he is a human being and we must look for this human being and return him to his family. But the Prime Minister [Netanyahu] has found a suitable opportunity to use violence against us, to destroy everything and wreak havoc and destruction throughout the land, especially in the Hebron area… The truth is that whoever committed this act (the kidnapping) wants to destroy us; therefore, we will talk to them differently and hold a different position, whoever it was that committed this action. Because we cannot endure such actions; we cannot confront the State of Israel — neither militarily nor in any other way.”
[Official PA TV, June 18, 2014]

trad Google

“Per quanto riguarda il governo israeliano, sta causando una dura escalation , e questo è un nuovo problema che stiamo affrontando. La ragione è il rapimento di tre ragazzi nei pressi di uno degli insediamenti. Naturalmente, nonostante la loro [Israele] presenza in Area C, che non è sotto il nostro controllo di sicurezza, e nonostante il fatto che essi non hanno segnalato l’incidente quando si è verificato, ma oltre 12 ore più tardi, stiamo [Working] in coordinamento con loro al fine di trovare questi ragazzi, perché sono, in primo luogo e soprattutto, gli esseri umani, e noi vogliamo proteggere vite umane. Anche gli americani ci hanno detto che uno di loro è un americano, e abbiamo risposto che, se americano o israeliano, per noi è un essere umano e noi dobbiamo cercare questo essere umano e farlo tornare alla sua famiglia., ma il primo ministro [Netanyahu] ha trovato una opportunità idoneo a usare la violenza contro di noi, per distruggere tutto e devastare e distruzione in tutto il paese, soprattutto nella zona di Hebron … la verità è che chi commesso questo atto (il rapimento) vuole distruggere noi; quindi, parleremo con loro in modo diverso e manteniamo una posizione diversa, chiunque fosse che ha commesso questa azione. Perché non possiamo sopportare tali azioni; Non siamo in grado di confrontarsi con lo Stato di Israele – né militarmente né in alcun altro modo “.
[Official PA TV, 18 Giugno 2014]

Palestina: E’ nato il governo di unità nazionale

mcc43- filistinia                                                Google+

 

LA SCONFITTA DEGLI SCETTICI

 

Rami Hamdallah giura davanti a Abu Mazen2 giugno: a Ramallah ha giurato di fronte al presidente Abu Mazen  il nuovo governo di unità nazionale palestinese, presieduto da Rami Hamdallah.

“Oggi con la formazione di un governo di consenso nazionale – ha detto Abu Mazen – annunciamo la fine di quelle divisioni in seno al popolo palestinese che hanno danneggiato la nostra causa nazionale”.

“E’ il governo di tutto il popolo palestinese”.
 L’esecutivo nasce dopo la riconciliazione con Hamas, che  UE e USA  elencano fra le organizzazioni terroriste, che governa Gaza  e al-Fatah, che controlla la Cisgiordania. Si compone di 17 Ministri. E’ un Governo tecnico, appoggiato all’esterno da entrambe le forze politiche.

Hamas  dichiraa per bocca del portavoce. Sami Abu Zuhri,  “E’ il governo dell’intero popolo palestinese”  e che  oggi è per gli abitanti della Striscia “una giornata di gioia”.

Reazioni internazionali:

Gli Usa: “Giudicheremo dai fatti”. e hanno confermato che collaboreranno e aiuteranno il nuovo governo di unità nazionale palestinese. Il dipartimento di Stato americano, infatti, ha chiarito che il nuovo esecutivo sarà giudicato solo sulla base delle sue azioni e che il presidente dell’Anp e leader di Fatah Abu Mazen “ha formato un governo di (soli) tecnocrati che non include membri di Hamas. Pertanto, alla luce di quello che sappiamo, lavoreremo con questo governo“, anche se gli aiuti economici saranno calibrati sulla base delle azioni dell’esecutivo palestinese.

Le autorità israeliane, si sono dette “profondamente deluse” dalla posizione dialogante degli Stati Uniti nei confronti del governo Fatah-Hamas.Dopo il giuramento, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato il consiglio di sicurezza del proprio governo. Un ministro nazionalista, Uri Ariel, del partito ‘Focolare ebraico’, ha intanto pubblicato un duro comunicato in cui accusa il presidente palestinese Abu Mazen di aver oggi costituito “un governo terroristico assieme con assassini”, ossia Hamas.

da Repubblica.it