#GazaNamesProject by Jewish Voice for Peace

mcc43- filistinia  

Le Vittime hanno nomi.
Le Vittime non sono numeri.
I numeri rivelano soltanto: è genocidio!

Victimes have names,
Victims are not numbers.
Numbers only show: it is a genocide!

 

Eminenti personalità, Ebrei, Palestinesi e altri , sostengono la Palestina in questo video con Jonathan Demme, Gloria Steinem, Tony Kushner, Diana Buttu, Chuck D, Eve Ensler, Brian Eno, Roger Waters, Mira Nair, Wallace Shawn, Naomi Klein, Mira Nair, Raj Patel, Noura Erekat e molti altri.
Per saperne di più, visitare freedom4palestine.org, JewishVoiceforPeace.org

Prominent Jews and Palestinians and others stand for Palestine in this heartbreaking video with Jonathan Demme, Gloria Steinem, Tony Kushner, Diana Buttu, Chuck D, Eve Ensler, Brian Eno, Roger Waters, Mira Nair, Wallace Shawn, Naomi Klein, Mira Nair, Raj Patel, Noura Erakat and many others. To learn more or take action, visit freedom4palestine.org, JewishVoiceforPeace.org

 

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Soldati d’Israele e la linea rossa della morale / IDF soldiers and morality

mcc43- filistinia                      ITA/EN

da : As an ex-soldier in the Israeli Defense Forces, I’ve seen how shockingly we treat Palestinians

[…]La mia prima missione comportava il sequestro di una casa palestinese. Non avevo mai avuto l’opportunità di essere all’interno di una casa palestinese e la mia squadra è rimasta sorpresa di trovare all’interno un’intera famiglia – che attraversava tre generazioni. Li abbiamo svegliati tutti e abbiamo preso il controllo della casa. Abbiamo mandato tutti in una stanza – donne, uomini, bambini e anziani. Uno dei soldati era di stanza alla porta per assicurarsi che nessuno uscisse. Nel frattempo ci dedicavamo alle nostre attività. Mi ricordo di essermi chiesto: cosa pensano di tutto questo? Cosa farei se i soldati hanno fatto irruzione in casa mia? Ma ho subito represso queste domande e portato avanti la missione.

IDF soldiers in HebronCol passare del tempo, la paura si trasformò in noia;  ad adrenalina stabilizzata, i miei dubbi circa la portata della logica operativa e la sua giustificazione sarebbero tornati a rodere.
Ma il giorno dopo c’erano già nuove operazioni.
Questa era la nostra routine quotidiana, e, di conseguenza, la volta successiva non avrei davvero pensato a come si sarebbe sentita la famiglia nella cui casa saremmo entrati. La mia personale linea rossa morale personale si è offuscata molto rapidamente. Ogni volta mi dicevo – questo è ancora ok. Ma è nella natura delle linee rosse muoversi lungo una scala immaginaria. Non mi dava fastidio quando abbiamo distrutto intere case durante le operazioni di ricerca, e quando la mia squadra ha accidentalmente sparato a una donna innocente, e abbiamo subito rimosso l’incidente e siamo andati avanti. Oggi so che la mia capacità di distinguere se una particolare azione attraversa la linea rossa della morale, in realtà allora  non esisteva.

[…]My first mission involved the seizure of a Palestinian home. I had never before had the opportunity to be inside a Palestinian home, and my squad was surprised for a moment by the fact that within the home lived an entire family – spanning three generations. We woke everyone up, and took over the house. We put everyone in one room – women, men, children, and the elderly. One of the guys was stationed at the door to ensure that they didn’t get out. In the meantime, we took care of our business. I remember asking myself: what do they think about all of this? What would I do if soldiers broke into my home? But I immediately repressed these questions and carried on with the mission. As time passed, fear turned into boredom, adrenaline stabilized, and my doubts about the extent of the operational logic and its justification would return to gnaw at me. But the next day there were already new operations. This was our daily routine, and as a result, the next time I didn’t really think about how the family whose home we entered felt. My personal red moral line blurred very quickly. Every time I would tell myself – this is still okay. But it’s in the nature of red lines to move along an imaginary scale. I wasn’t bothered when we destroyed entire homes during search operations, and when my squad accidentally shot an innocent woman, and we quickly buried the incident and moved on. Today I know that my ability to distinguish whether a particular action crosses the line, didn’t really exist back then.

 

da What else was looted?

 

[…] Il palestinese aveva i soldi che aveva guadagnato. Era senza portafoglio, li aveva  infilati tutti dentro la Carta d’Identità. Così i soldati stupidi …

Il soldato gli ha preso la Carta d’Identità?
Per l’ispezione, e dentro c’era il denaro, così ha preso i soldi. Capisci? Lui non è stupido, il palestinese. Si lamentava, ha scoperto cheIDF spoglia Palestinese al check point avevano guardato dentro e che i soldi mancavano. Quindi tutto questo è venuto fuori. Abbiamo bisogno di prendere i loro soldi? Io non so nemmeno quanto era. Penso potevano essere 150-200 shekel. I soldati hanno avuto  una condanna di 30 giorni. Qualcosa del genere. Non so nemmeno se effettivamente in prigione o solo con una sospensione condizionale della pena.

Che altro è stata saccheggiato?
Roba da case della gente, foto-mappe della Palestina, coltelli.

[…] The Palestinian had some money he’d earned. He has no wallet, sticks everything inside his ID. So the dumb soldiers…

The soldier took the ID?
For inspection, and inside there was money, so he took the money. You get it? He’s not stupid, that Palestinian. He complained, he discovered it was missing and it was looked into. So this whole subject came up. We need to take their money? I don’t even know how much was in there. I think it was 150-200 shekels. The soldiers got a 30-day jail sentence. Something like that. I don’t even know if actually in jail or just a suspended sentence.

What else was looted?
Stuff from people’s homes, photo-maps of Palestine, knives.

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Is the claim that Hamas uses Palestinians as human shields a myth? | Al Bawaba

Definetely it is, for the following reasons 

 

Gazans point out that the outside world remains largely unaware just how small and confined the place is – just 25 miles long and just a few miles wide. It is blocked in by closed borders to Israel in the north and east and Egypt in the south. There is no route out by the sea to the west with an Israeli naval blockade. Getting to travel abroad is an excruciatingly long process.This may be due to Hamas and Islamic Jihad exporting violence, as Israel and Egypt claim, but it is the increasingly large percentage of the 1.7 million population being pushed by the violence into the already heavily congested centre, who are suffering as the relentless bombings and shootings continue.

Gazans point out that the outside world remains largely unaware just how small and confined the place is – just 25 miles long and just a few miles wide. It is blocked in by closed borders to Israel in the north and east and Egypt in the south. There is no route out by the sea to the west with an Israeli naval blockade. Getting to travel abroad is an excruciatingly long process.

This may be due to Hamas and Islamic Jihad exporting violence, as Israel and Egypt claim, but it is the increasingly large percentage of the 1.7 million population being pushed by the violence into the already heavily congested centre, who are suffering as the relentless bombings and shootings continue.

 

viaIs the claim that Hamas uses Palestinians as human shields a myth? | Al Bawaba.

viaIs the claim that Hamas uses Palestinians as human shields a myth? | Al Bawaba.

New media guerrilla – il ruolo dei new media nella resistenza palestinese

“Vivere sotto occupazione vuol dire essere perennemente esposti a violazioni dei diritti umani e, negli ultimi anni, organizzazioni internazionali quali Amnesty International e Al-Haq hanno documentato come la repressione e la brutalità delle forze d’occupazione israreliane si sia intensificata grazie anche all’impunità e nel tentativo di intimidire il movimento [della resistenza palestinese ].”

La debolezza di Israele nel suo eccesso di forza, di Ennio Remondino

di Ennio Remondino

Gideon Levy
Gideon Levy

[…]Criticare Israele non è mai facile, soprattutto per un non ebreo. L’accusa di antisemitismo ti pende sulla testa come una mannaia. Accusa spesso strumentale e ora aggiornata all’antisionismo. Nell’occuparsi del composito e duttile mondo del pensiero ebraico è sempre utile affidarsi ad una lettura ‘interna’. Un collega che cerco di seguire da sempre con attenzione è Gideon Levy, editorialista e parte della direzione del quotidiano Haaretz. […] Cosa dice Levy questa volta? […] Alcune domande chiave poste in casa israeliana: 1 Pensavamo che i palestinesi avrebbero accettato tutto questo in modo remissivo, obbediente e calmo? 2 Credevamo che Gaza sarebbe vissuta per sempre all’ombra dell’arbitrio di Israele e dell’Egitto alternando momenti di lieve allentamento delle restrizioni imposte ai suoi abitanti a momenti di penoso inasprimento? 3 Credevamo che il carcere più vasto del mondo sarebbe continuato a essere un carcere? 4 Credevamo che centinaia di migliaia di residenti a Gaza sarebbero rimasti tagliati fuori per sempre? 5 Credevamo che sarebbero state bloccate le esportazioni e decretate limitazioni alla pesca? Ma di cosa deve vivere un milione e mezzo di persone? 6 Qualcuno sa spiegare perché prosegue il blocco, benché parziale, di Gaza? Qualcuno sa spiegare perché del suo futuro non si discute mai? 7 Credevamo davvero che tutto sarebbe andato avanti come prima e che Gaza l’avrebbe accettato passivamente? Chiunque lo abbia creduto è stato vittima di un pericoloso delirio. Non ricominciate a gridare che i palestinesi fanno piovere missili sulle città israeliane senza motivo: certi lussi non sono più ammissibili.

viaLa debolezza di Israele nel suo eccesso di forza – Remo contro – La virtù del dubbio – Remo contro – La virtù del dubbio.

Israele e la tecnica del “roof knocking” sulle case di Gaza

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

Israeli ‘knock on the roof’ bombing technique
caught on film – Video

 

In questo video, la pratica IDF di sparare un missile contro una casa civile per avvertire gli occupanti di lasciare l’edificio prima di un attacco effettivo. Amnesty International ha denunciato il roof knocking” sostenendo che in nessun modo costituisce un “avviso effettivo”.

vedi Razzi e Scudi umani, le accuse di Israele 

The IDF practice of firing a missile at a civilian home to warn the occupants to leave the building before a larger attack, has been caught on film. Amnesty International has decried “roof knocking,” saying it in no way constitutes an “effective warning.”

See more in Occupied Palestine

Cosa sta accadendo a Gaza : “Operation Protective Edge” di Israele

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Palestine’s vision of peace is clear – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz

mcc43

Palestine’s vision of peace is clear
We believe that no just and lasting peace can be achieved without respecting the rights of everyone, including both Palestinians and Israelis.
By Mahmoud Abbas | Jul. 7, 2014 |

Palestine’s vision of peace is clear – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz.

viaPalestine’s vision of peace is clear – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz.

 

This is because we believe that no just and lasting peace can be achieved without respecting the rights of everyone, including both Palestinians and Israelis. In accordance with these principles, the sovereignty of the states of Palestine and Israel, as bound by the 1967 international border, must be respected; and the rights of Palestinian refugees must be honored in accordance with United Nations General Assembly Resolution 194.

 

 

Haaretz Peace Conference July, 8 th 

Mohammad Abu Khdeir

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#Shufat #Jerusalem
Funeral of the  abducted tortured killed Palestinian boy
Mohammad Abu Khdeir

funerali ragazzo ucciso Gerusalemme
http://rt.com/on-air/israel-palestine-teenager-funeral/

La polizia ha usato gas lacrimogeni e granate stordenti contro centinaia di palestinesi indignati per l’omicidio, che lanciavano pietre contro le forze dell’ordine. Finora non sono stati segnalati feriti o arresti.

Venerdì scorso, i funzionari israeliani hanno consegnato il corpo del ragazzo assassinato per la sua famiglia dopo le preghiere musulmane. Parzialmente avvolto in un velo tradizionale, il corpo – gravemente bruciato – è stato portato a braccia per Gerusalemme Est.

 

Police used teargas and stun grenades against hundreds of Palestinians outraged over the murder, who pelted rocks at law enforcement officers. So far, no casualties or arrests have been reported.

On Friday, Israeli officials handed over the body of the murdered boy to his family after Muslim prayers. Partially wrapped in a traditional headscarf, the body – said to be badly burnt – was carried by mourners aloft on a stretcher through East Jerusalem, The Associated Press reports.

http://rt.com/news/170500-israel-palestinian-clashes-funeral/

Israele-Palestina, l’elenco dei dubbi e le tifoserie cretine – Ennio Remondino

 

via  Israele-Palestina, l’elenco dei dubbi e le tifoserie cretine – Ennio Remondino | MAKTUB.

Articolo di ENNIO REMONDINOENNIO REMONDINO

Strategia della tensione
Quando nel 2006 i terroristi di Hamas rapirono il soldato israeliano Gilad Shalit, lo tenero vivo e prigioniero per anni, per ottenere in cambio della sua liberazione la scarcerazione di mille detenuti palestinesi. Il fatto che i tre ragazzi siano stati invece uccisi immediatamente dopo il rapimento, fa pensare che l’operazione abbia avuto solo lo scopo di produrre ‘strategia della tensione’ per portare Israele alla rottura con l’OLP e smetterla col parlare di pace. Facile grazie all’intransigenza diffusa anche in casa israeliana tra destra politica, coloni minacciosi e ultra ortodossi patetici e aggressivi.