1 – 4 – 2015 Stato di PALESTINA membro della Corte Penale Internazionale

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palestina membro corte penale internazionale

This ceremony which brings us together this morning, on 1 April 2015, marks the entry into force of the Rome Statute for the State of Palestine, which deposited its instrument of accession on 2 January 2015, thereby becoming the 123rd State Party. This highly symbolic commitment once again confirms that the peoples of the world, wherever they may be, embrace the noble ideals of the ICC; a world where there is Peace and Justice for all. The accession of Palestine as the 19th State Party from the Asia-Pacific region and the second from the Middle-East, is a new stage in the quest for universality for the Statute. We hope that it will pave the way for other countries in the Middle-East who, by adopting the Rome Statute, will strengthen the International Criminal Court in its fight against impunity for mass crimes. I believe this is possible, because the Middle-East is a region of great civilisations which have always placed a high value on human dignity. Lying at the cross-roads between Eurasia and Africa, the region has also played a crucial role in global affairs at a strategic, economic, political, cultural and religious level. Unfortunately, as is the case in many other regions, it is marred at present by a number of conflicts which have caused grave suffering. The voices of the victims in this part of the world are crying out for justice and peace. Palestine has set a real example by signing the Agreement on the Privileges and Immunities of the Court. In terms of cooperation, that agreement is of critical importance for the effectiveness of the ICC. We congratulate Palestine on that, and we now invite it to incorporate the crimes cited in the Rome Statute into its national legislation, which represents a measure of the effectiveness of its accession. In the hope that Palestine will become an active partner in the pursuit of universality and cooperation, I would like, once again, on behalf of the Assembly of States Parties, to congratulate the State of Palestine and warmly welcome it to the ever-growing ICC family.

The Hague, 1 April 2015

 

Vedere anche il Comunicato Stampa

 Tutto è cominciato alle

 22 gmt. del 29 novembre 2012:
L’Assemblea ONU ha votato

138 si , 9 no, 41 astenuti,

l’Assemblea dell’Onu approva risoluzione che riconosce Palestina come stato osservatore all’ONU

 

 

Mahmoud Abbas all’ ONU
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Palestine’s vision of peace is clear – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz

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Palestine’s vision of peace is clear
We believe that no just and lasting peace can be achieved without respecting the rights of everyone, including both Palestinians and Israelis.
By Mahmoud Abbas | Jul. 7, 2014 |

Palestine’s vision of peace is clear – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz.

viaPalestine’s vision of peace is clear – Israel Conference on Peace Israel News | Haaretz.

 

This is because we believe that no just and lasting peace can be achieved without respecting the rights of everyone, including both Palestinians and Israelis. In accordance with these principles, the sovereignty of the states of Palestine and Israel, as bound by the 1967 international border, must be respected; and the rights of Palestinian refugees must be honored in accordance with United Nations General Assembly Resolution 194.

 

 

Haaretz Peace Conference July, 8 th 

Israele e la “punizione collettiva” ai Palestinesi per la scomparsa, definita “rapimento”, dei tre giovani israeliani

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Palestina. L’incubo di “Brother’s keeper” e la resistenza

Non si ferma l’offensiva israeliana in Palestina: è assedio ai Territori Occupati della Cisgiordania, investiti con violenza dall’operazione “Brother’s Keeper”, lanciata da Tel Aviv in seguito alla scomparsa, nella notte tra il 12 e il 13 giugno scorso, di 3 giovani israeliani nei pressi della colonia illegale di Gush Etzion.

“Rapimento” secondo il governo israeliano, che non è stato rivendicato da nessuno, ma di cui viene accusato con forza Hamas, nell’evidente tentativo di minare alle basi il fragile accordo di riconciliazione raggiunto con Fatah nelle scorse settimane. 

E’ un incubo quello in cui è caduta ancora una volta la Cisgiordania: dal lancio dell’operazione sono circa 500 i palestinesi arrestati (tra cui 11 parlamentari), 5 le vittime, mentre proseguono senza sosta arresti arbitrari, raid notturni ed incursioni nelle case, nelle scuole, nelle sedi delle organizzazioni, e persino negli ospedali. Un incubo in cui torna anche la Striscia di Gaza, dall’alba oggetto di nuovi bombardamenti. …. continua a leggere viaPalestina. L’incubo di “Brother’s keeper” e la resistenza | Osservatorio Iraq – Medioriente e Nordafrica  e Cisgiordania: uccisi altri due Palestinesi

 Le dichiarazioni di ABBAS, che i media non riportano :

 

“As for the Israeli government, it is causing a sharp escalation, and this is a new problem we are facing. The reason is the kidnapping of three boys near one of the settlements. Naturally, despite their [Israel’s] presence in Area C, which is not under our security control, and despite the fact that they did not report the incident when it occurred, but over 12 hours later, we are [working] in coordination with them in order to find these boys, because they are, first and foremost, human beings, and we want to protect human lives. Even the Americans have told us that one of them is an American, and we answered that, whether American or Israeli, for us he is a human being and we must look for this human being and return him to his family. But the Prime Minister [Netanyahu] has found a suitable opportunity to use violence against us, to destroy everything and wreak havoc and destruction throughout the land, especially in the Hebron area… The truth is that whoever committed this act (the kidnapping) wants to destroy us; therefore, we will talk to them differently and hold a different position, whoever it was that committed this action. Because we cannot endure such actions; we cannot confront the State of Israel — neither militarily nor in any other way.”
[Official PA TV, June 18, 2014]

trad Google

“Per quanto riguarda il governo israeliano, sta causando una dura escalation , e questo è un nuovo problema che stiamo affrontando. La ragione è il rapimento di tre ragazzi nei pressi di uno degli insediamenti. Naturalmente, nonostante la loro [Israele] presenza in Area C, che non è sotto il nostro controllo di sicurezza, e nonostante il fatto che essi non hanno segnalato l’incidente quando si è verificato, ma oltre 12 ore più tardi, stiamo [Working] in coordinamento con loro al fine di trovare questi ragazzi, perché sono, in primo luogo e soprattutto, gli esseri umani, e noi vogliamo proteggere vite umane. Anche gli americani ci hanno detto che uno di loro è un americano, e abbiamo risposto che, se americano o israeliano, per noi è un essere umano e noi dobbiamo cercare questo essere umano e farlo tornare alla sua famiglia., ma il primo ministro [Netanyahu] ha trovato una opportunità idoneo a usare la violenza contro di noi, per distruggere tutto e devastare e distruzione in tutto il paese, soprattutto nella zona di Hebron … la verità è che chi commesso questo atto (il rapimento) vuole distruggere noi; quindi, parleremo con loro in modo diverso e manteniamo una posizione diversa, chiunque fosse che ha commesso questa azione. Perché non possiamo sopportare tali azioni; Non siamo in grado di confrontarsi con lo Stato di Israele – né militarmente né in alcun altro modo “.
[Official PA TV, 18 Giugno 2014]

“DIRITTO AL RITORNO” e lo Stato Confederato per Palestinesi e Israeliani

via Il “DIRITTO AL RITORNO” e lo Stato Unico per Palestinesi e Israeliani.

Il Diritto al Ritorno è  sancito dall’articolo 11 della risoluzioneOnu n.194 dell’11 dicembre 1948  “I rifugiati che desiderano tornare alle loro case e vivere in pace con i loro vicini devono essere autorizzati a farlo al più presto possibile, un risarcimento deve essere pagato per la proprietà di coloro che scelgono di non ritornare e per la perdita  o i danni alla proprietà che, in base ai principi del diritto internazionale ,  dovrebbe essere risarcito dai governi o dalle autorità competenti”Più di mezzo secolo è passato,  la perdita di terre e proprietà è cresciuta a misura dell’’espansione territoriale di Israele e  il principio del Diritto al Ritorno continua a essere la strettoia entro la quale s’incagliano tutti i veri o artificiosi tentativi di risoluzione del conflitto israelo-palestinese.

continua a leggere in Maktub  

L’accordo ANP E HAMAS : verso le elezioni generali

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Ita-En

Per la prima volta un media internazionale ammette il lento, costruttivo, avvicinamento fra le due maggiori componenti politiche del mondo palestinese

For the first time an international media admits the slow, constructive,  rapprochement between the two major political components of the Palestinian world

Le due principali fazioni palestinesi hanno annunciato Mercoledì 23 aprile un accordo volto a sanare uno scisma di sette anni e formare un governo di unità nazionale entro cinque settimane, che prepari le elezioni generali palestinesi entro sei mesi.

I due gruppi – Organizzazione della liberazione della Palestina, che gestisce l’Autorità palestinese in Cisgiordania, e Hamas, il gruppo militante islamico che domina la Striscia di Gaza – hanno raggiunto accordi simili in precedenza senza portarli a compimento. Quest’ultimo impegno viene mentre gli sforzi degli americani per un accordo di pace Ismail Haniya e Abu Mazencon Israele si avvicinano alla data finale del 29 aprile senza risultati previsti.  CONTINUA A LEGGERE dal New York Times

The two main Palestinian factions announced an agreement on Wednesday , aprile 23rd, to heal a seven-year schism and form a unity government within five weeks that would prepare for Palestinian elections six months later.

The two groups — the Palestine Liberation Organization, which runs the Palestinian Authority in the West Bank, and Hamas, the militant Islamist group that dominates the Gaza Strip — have reached similar accords before that were never carried out. But the latest deal comes as the fragile American-brokered peace efforts between the Palestinians and Israel are approaching an April 29 deadline without a resolution in sight.  READ MORE in New York Times 

RISPOSTA DI ISRAELE / ISRAELI ANSWER…

Perchè essere all’Onu dà alla Palestina una via per la libertà

mcc43- filistinia                                                                                                                                        Google+

da Haaretz 

Bassem Koury, ex Ministro dell’economia nazionale palestinese

Mahmoud Abbas firma agenzie Onu
M. Abbas, firma l’adesione alle agenzie Onu- Ramallah, 1 Aprile Photo by AP

Cosa c’è di così significativo sull’essere  Stato non membro dell’Onu? Stati non membri hanno diritto di adesione ai trattati  e alle organizzazioni internazionali . In primis alla Convenzione di Ginevra – alla quale il presidente palestinese ha presentato una petizione per l’adesione proprio  oggi – e il Trattato di Roma . Questo darà allo stato della Palestina lo status di ” paese occupato ” . Eventuali azioni illegali da parte dell’occupante israeliano costituiranno un crimine di guerra consentendo potenzialmente il perseguimento da parte dell’ICC di qualsiasi persona, fisica o giuridica, o stato che violi la sovranità palestinese e  renderà chiunque tragga un qualsiasi beneficio dall’occupazione responsabile ai sensi del diritto internazionale . La ICC ha già dimostrato di possedere questa competenza con  il precedente fissato dagli agricoltori nigeriani contro la Shell Oil per l’inquinamento del delta del Niger nelle operazioni di estrazione del petrolio. La ICC ha condannato la  Shell  a concludere un oneroso accordo.

Le infrazioni alla sovranità palestinese da parte  israeliana e internazionali sono molte . Sorvolo della Palestina, di turisti e pellegrini in visita a Gerusalemme in Israele senza il consenso della Palestina stessa; contratti da miliardi di dollari  della Volkswagen per i minerali del Mar Morto;  cave della Heidelberg Cement e  collegamenti Veolia tra le colonie e Gerusalemme sono tutti esempi di palesi violazioni . In poche parole: uno qualsiasi dei circa 700.000 coloni o costruttori o erogatori di servizi per l’infrastruttura coloniale è un potenziale criminale di guerra .

Bassim Khoury is the former Palestinian Minister of National Economy.

What is so significant about the non-member state status? Non-member states have accession rights to international treaties and international organizations. First on the accession list are the Geneva Convention – which the Palestinian President has petitioned to join today – and the Treaty of Rome. Thus, Palestine’s status will become that of an “Occupied Country”. Any illegal actions by the Israeli occupier constitute a war crime, allowing potential ICC persecution of any person, legal entity or country infringing Palestinian sovereignty and holding anyone benefiting from the occupation liable under international law. The ICC has already proven its jurisdiction; the precedent was set by Nigerian farmers against Shell Oil for polluting the Niger delta in its efforts to extract oil. The ICC indicted Shell, who was forced to make a hefty settlement.
Infringements on Palestinian sovereignty by Israelis and internationals are widespread. Flights overflying Palestine or tourists and pilgrims visiting Jerusalem via Israel without Palestine’s consent; Volkswagen’s billion-dollar deal for Dead Sea minerals; Heidelberg Cement’s quarries and Veolia’s tram connecting the Jerusalem colonies are all examples of blatant violations. In a nutshell: Any of the 700,000 or so colonialists or anyone who builds, or gives services to the colonial infrastructure is a potential war criminal.