Palestina & Israele: ogni momento sembra cruciale….

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Una partita ancora aperta

luisa morgantini                               di Luisa Morgantini

 

Israele è una società malata. Ne sono convinta ormai da diversi anni, osservandone i cambiamenti.

Le voci critiche interne ad Israele lo affermano con forza, e non solo Gideon Levy sulle pagine di Haaretz, ma anche personalità come David Grossman, oppure la docente universitaria e premio Sacharov del Parlamento Europeo, Nurit Peled, che in un suo saggio analizza severamente i libri di testo per le scuole israeliane evidenziando il razzismo verso la popolazione palestinese ed il militarismo che permea la società israeliana.

Persone che, come i giovani che si oppongono all’occupazione militare dei territori palestinesi e manifestano contro il muro e l’occupazione, sono considerate dalla maggioranza della popolazione israeliana dei traditori mentre sono invece la salvezza di Israele dal totale collasso morale.

Non ritengo si possa mettere in dubbio che la politica di occupazione militare, il furto delle terre, il tentativo di annullare l’identità e di dominare un altro popolo non ferisca solo il popolo oppresso, ma anche la società dominante. Il razzismo praticato contro il popolo palestinese non ha lasciato indenne la società israeliana, basta vedere le discriminazioni praticate nei confronti degli ebrei provenienti dall’Etiopia, le disparità tra ebrei askenaziti e sefarditi, i conflitti tra le diverse comunità religiose ortodosse…

Il melting pot che aveva caratterizzato i primi decenni della fondazione dello Stato d’Israele, le politiche di eguaglianza sociale, i kibbutz, sono stati sostituiti da un’economia e da politiche liberiste, introdotte dai primi governi di Netanyahu (non così diverse da quelle delle nostre società). Continue reading

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I Profughi Palestinesi : geografia di una dispersione

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

Ita-En

donna palestineseIn modo confuso, ma pervicacemente applicato, l’Onu ha reso i Palestinesi una diaspora d’eccezione nella galassia mondiale dei rifugiati. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, UNHCR fondato il 14 dicembre 1950, è preposto alla tutela dei diritti di tutti i rifugiati del mondo,  tranne che dei Palestinesi.
Non esiste alcun ente internazionale che abbia il compito istituzionale di difendere i Diritti dei Palestinesi.

In a confused way, but stubbornly applied, the UN has made the Palestinians a diaspora that is an exception in the galaxy of refugees . The United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR founded December 14, 1950, is responsible for protecting the rights of all refugees in the world, except that of the Palestinians.
There is no international body that has the institutional task of defending the rights of the Palestinians.

 

Argomenti:

Specificità del rifugismo palestinese e manovre ONU/

Numeri e segmentazioni del popolo Palestinese/

Profughi in Libano e diritti inesistenti/

Prossimo incontro con i Palestinesi del Libano

continua a leggere 

 

Topics :

Specificity of Palestinian diaspora and UN operations /

Numbers and segmentations of the Palestinian people /

Refugees in Lebanon and rights that does not exist /

Next meeting with the Palestinians in Lebanon

 

read more with Google translator…  [sorry for some unavoidable inaccuracies ]

Informazione RAI : troppi silenzi sulla Palestina

mcc43- filistinia                                                                                                                                         Google+

E’ in corso un’iniziativa volta a ottenere una ampia e precisa infdonna palestineseormazione sul disperso popolo della Palestina, che si realizza anche attraverso la firma di una petizione “SPAZIO IN RAI ALL’INFORMAZIONE SULLA PALESTINA” su Firmiamo.it

“””Da circa un anno, abbiamo preso contatto con i vertici RAI, con l’AGICOM e con la Commissione Parlamentare di Vigilanza per portare alla loro attenzione la grave carenza informativa dell’Ente pubblico su quanto accade, quotidianamente, in Palestina, nonché di approfondimento dei vari aspetti della cosiddetta “questione palestinese”.

Durante un incontro con i Consiglieri Colombo e Tobagi e attraveso uno scambio di e-mail con la Presidente RAI e con l’AGICOM, abbiamo avuto assicurazioni che il tema è considerato di grande importanza e all’attenzione dell’Ente, insieme a un elenco di servizi andati in onda nei TG, nei GR e nelle varie rubriche.Quello che noi non ravvisiamo nell’informazione RAI sulla Palestina è la completezza dei fatti e il pluralismo di voci.

A parte qualche giornalista più sensibile, che pure incontra difficoltà a mandare in onda certi servizi, l’informazione offerta dalla RAI è troppo sbilanciata sulle posizioni del Governo israeliano, oltre che sporadica, rispetto all’incalzare degli eventi.

L’ONU ha approvato, a grande maggioranza, una risoluzione che dichiara il 2014 “Anno di solidarietà con il Popolo palestinese”. Il testo incarica il Comitato per l’esercizio dei diritti inalienabili della Palestina di realizzare, quest’anno, una serie di attività, al fine di garantire la solidarietà con quel Popolo, in coordinamento con i Governi e con le organizzazioni sociali.

Noi chiediamo alla RAI di cogliere questa occasione, onorando questo evento così come fa con tutti gli altri simili, per colmare il vuoto, dedicando uno spazio informativo settimanale, nei radio e telegiornali e nelle rubriche idonee, all’approfondimento sia storico sia attuale della condizione a cui sono costretti i Palestinesi, a causa di un’occupazione illegale (dichiarata tale da tutti gli organismi internazionali, compreso l’ONU).”””  


CONTINUA A LEGGERE  e firma la petizione 

Solidarietà ai Profughi Palestinesi in Libano

mcc43- filistinia                                                                                                                                                                                   Google+

Save Palestine banner

 

 

 

CAROVANA LIBANO

aprile-maggio 2014

 
CAMPI DEI PROFUGHI PALESTINESI

 

 

Tre “carovane” da Fortezza Europa alle coste del Mediterraneo  

L’emarginazione politica dei Profughi Palestinesi

mcc43- filistinia                                                                                                                          Google+

“È chiaro che le due forze che controllano la sfera politica palestinese – ovvero l’Olp e Hamas – non possiedono alcuna strategia rispetto alla posizione e al ruolo dei palestinesi della diaspora, nonostante questi ultimi rappresentino la maggioranza del popolo palestinese. E questo senza parlare dell’assenza di una qualunque visione nei confronti dei palestinesi del ’48, che si autodefiniscono “arabi d’Israele”! “

Condivido questa sconsolata convinzione dello scrittore libanese Elias Khury

Elias Khoury

 

Yarmuk, La Palestina ha abbandonato la Palestina?

 pubblicato in data 1 febbraio dal sito SiriaLibano

Non mi dilungherò a descrivere la tragedia di Yarmuk. Il campo profughi nei sobborghi di Damasco sta affrontando la peggiore operazione criminale che si possa immaginare. Gli assassini, non paghi dei bombardamenti che ne hanno distrutto le abitazioni costringendo alla fuga gran parte degli abitanti, hanno cominciato ad affamarli stringendoli in uno spietato assedio. Anziani e bambini che muoiono di fame, corpi divenuti terrificanti scheletri, invocazioni d’aiuto che non trovano eco.Sono circa ventimila le persone rimaste all’interno del campo profughi e che oggi, sotto i bombardamenti, vittime dei cecchini e della fame, vanno incontro alla morte.
Non so che cosa provino i burocrati palestinesi che abitano nelle ville di Ramallah, né come Ahmad Jibril [leader del Fronte popolare di liberazione della Palestina – Comando Generale n.d.t.] possa permettere ai membri della sua organizzazione palestinese di prendere parte all’assedio. Né tantomeno so dire quale sia la posizione di Hezbollah e della brigata Abu Fadl Abbas, disseminati nel quartiere di Sayyida Zaynab, nei pressi del campo.

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Yarmouk refugee camp in Damascus: how much longer…

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UNRWA official statement

STATEMENT BY THE INTERNATIONAL HUMANITARIAN COMMUNITY

How much longer must children suffer from hunger? How much longer must women die in childbirth for lack of medical care? How much longer must we be barred from the besieged Yarmouk refugee camp in Damascus and the many thousands of desperate and vulnerable civilians caught up in Syria’s conflict? How much longer will we allow such unimaginable civilian suffering?

We, the international humanitarian community, call on the participants of the Geneva Peace Talks to lift the restrictions on Yarmouk refugee camp and all areas of humanitarian need in Syria.

Yarmouk was home to some 160,000 people before the fighting, but much of the camp has been destroyed by the conflict, and today about 18,000 people remain trapped inside, many of them women and children. With reports of malnutrition, people eating animal feed, a severe lack of medical services, and water and electricity almost nonexistent, we fear that time is running out for those trapped in Yarmouk.

Please add your voice. We hope to reach 23 million people, one for each member of the Syrian population. Together we can make the world listen.

cause for yarmouk

The people of #Yarmouk thank the “How Much Longer?” campaign & demand an answer from #Geneva2 Talks pic.twitter.com/4rZRAWWwmw